(ARTICOLO IN ITALIANO A FONDO DEL TESTO)

APR has cooperated along with Polytechnical Institute of Turin and a team of physicians on a new ventilator for sub-intensive care, whose technological demonstrator achieved recognition in a published peer-reviewed scientific journal.

Using technology originally developed for space to help Covid-19 patients. Technological innovation in the aerospace sector may, in future, offer new solutions with the potential to save lives in hospitals. That’s the idea behind DIVOC (the anagram of Covid): a new concept of CPAP ventilator for assisted breath therapies.

In March 2020, Italy entered in lockdown without knowing when this would end. In those same weeks of fear and uncertainty, APR, Collins Microtecnica and BioMED Lab of Polytechnical institute of Turin, under the direction of Alberto Audenino, joined together with physicians Marco Cavaglià and Carlo Olivieri, to share their competences to provide new solutions in the pandemic. In particular, APR shared its technologies and expertise in fluid-dynamic equipment bringing insight from aerospace into MedTech.

This alliance of minds, forged from SMEs, Higher Education and Healthcare introduced the concept of a portable ventilator with low oxygen consumption low risk of air contamination and low noise. The idea has been already appreciated and published on the scientific journal “Artificial Organs”.

«We have been moved by a desire to offer our support in a terrible moment and by APR’s intrinsic passion for innovation – comments the CEO Andrea Romiti -. We found the dedication of women and men and the great value of professors, engineers, doctors and technicians who once again confirm the potential of our Region».

This is proof of how the resources dedicated to space can generate innovations that can bring solutions that all the inhabitants of the Earth can benefit from.

Now the DIVOC team will continue its path with the development of a technology demonstrator, and hope to see it deployed in non-invasive and pre-intensive therapies as soon as possible.

ITA

Un nuovo ventilatore per le terapie pre-intensive, sul quale APR ha lavorato insieme al Politecnico di Torino e un team di medici, ha ottenuto i primi riconoscimenti con una pubblicazione su una rivista scientifica del primo dimostratore tecnologico.

La tecnologia dello spazio a supporto dei malati di Covid-19. Le innovazioni e applicazioni del settore aerospace potrebbero in futuro offrire nuove soluzioni per salvare vite umane tra le corsie d’ospedale. È così che nasce DIVOC (anagramma di Covid), l’idea di un nuovo ventilatore C-PAP per la respirazione polmonare assistita.

Marzo 2020, l’Italia entra in lockdown senza sapere bene quando ne sarebbe uscita. È proprio in quelle settimane, caratterizzate dalla paura e dall’incertezza, che APR, Collins Microtecnica e il PolitoBIOMed Lab, diretto dal professor Alberto Audenino, insieme ai medici Marco Cavaglià e Carlo Olivieri, decidono di mettere a fattor comune le proprie competenze per offrire nuove soluzioni all’emergenza sanitaria. In particolare, APR ha condiviso le tecnologie e l’expertise in equipaggiamenti fluidodinamici per l’aerospazio per trasferirle nel MedTech, a sostegno della medicina.

Da questa alleanza di cervelli tra il mondo delle pmi, dell’università e della sanità è scaturita l’idea di un ventilatore portatile a basso consumo di ossigeno, con rischio ridotto di contaminazione dell’aria e bassa rumorosità. L’idea ha già trovato alcune incoraggianti conferme con una pubblicazione sulla rivista scientifica “Artificial Organs” e un dimostratore tecnologico.

 

«Siamo stati mossi dalla volontà di offrire il nostro supporto in un momento terribile e dalla voglia intrinseca di APR di sperimentare nuovi percorsi – commenta il ceo Andrea Romiti –. Abbiamo riscontrato la dedizione di donne e uomini e il grande valore di professori, ingegneri, medici e tecnici che ci confermano ancora una volta il potenziale della nostra Regione».

Una prova di come le risorse dedicate allo spazio possano generare innovazioni che possono offrire soluzioni che coinvolgono tutti gli abitanti della Terra.

Ora DIVOC proseguirà il suo percorso con un dimostratore tecnologico, sperando di vederlo al più presto impiegato nelle terapie non invasive e pre-intensive.